Tre piccoli episodi.
martedì, 3 maggio 2011.
Tre piccoli episodi, uno vicino all’altro, mi spingono a scrivere queste parole. Di solito mi capitano a intervalli di tempo più ampi e il tempo, è noto, assottiglia le voglie; per questo non ne scrivo. Ma ora no. Basta. Devo parlarne.
SENSIBILITA’ NON AL MOMENTO RAGGIUNGIBILE. Ieri sera un mio amico mi dice che lui piange, sì, durante la visione di un film, ma se il film lo sta guardando da solo. Dovesse esserci pure un amico fraterno come me, NO, lui non piangerebbe. E il condizionale lo aggiungo io per sinuosità lessicale, mica perché non ne sono sicuro. Non l’ho mai visto piangere durante un film, mai gli occhi rossi, emozionati, sensibili. Niente. Impassibile: ceramica o cera dura.
Ma ieri m’ha confermato che piange. Dovesse star solo, lui piange. E io ci credo. Solo, non capisco perché capiti questo. Perché il pianto di commozione, quel pianto che identifica la sensibilità e mostra nudo il cuore, alcune persone non riescono a condividerlo coi più cari amici e parenti? Ci perdono così tanto nel mostrarsi vulnerabili e umani?
AMORE INTRAPRENDENTE. Stamane un altro mio amico risponde ad una mia domanda via mail. Ma la risposta l’ha scritta in dialetto e l’ha resa ancor più significativa.
Gli chiedevo una sua opinione sulla nuova duchessa di Cambridge, la sposina del bel William, figlio di Carlo, nipote della regina in giallo.
Il mio amico è stato sintetico, essenziale e chiarissimo: “ie na drttoun….na bonazz e na kitemmurt”. Traduco per chi non conosce il dialetto: “[Kate, ndr] è una intelligentona [nel senso di persona molto sveglia]….una bellissima donna e [qui ho serie difficoltà] una persona molto avveduta [che non è semplice scaltrezza mentale; trattasi proprio di ingegnosità, per raggiungere un ben determinato scopo].
Mi ha involontariamente illustrato cosa significhi per lui sposare una persona prestigiosa. O meglio, cosa ha pensato del loro amore parte della popolazione mondiale.
L’idea che lei sia davvero innamorata degli occhi di lui, del suo cuore, del naso, dell’odore, del suo fisico bestiale, del suo modo di calzare i mocassini o di bere alla cannuccia, è un’idea nata stanca, affannosa e morente.
DRESS CODE. L’associazione studentesca di cui faccio parte ha organizzato per Giovedì 5 Maggio prossimo un convegno che vedrà relatori, tra gli altri, esponenti della Guardia di Finanza e professori ordinari della nostra facoltà di Giurisprudenza.
Dei preparativi al meeting fa parte anche una serie di messaggi scambiati in un gruppo privato su Facebook. Ne riporto di seguito alcuni di oggi.
C’è F. che scrive (o “dice”): “Giovedi allle 8.30 BISOGNA stare presenti con un adeguato abbigliamento per la partecipazione al convengo.PRESENZA OBBLIGATORIA.”
Seguono altri commenti, che non riporto perché ininfluenti nel mio discorso, e poi questo, di C. che avverte: “ragazzi giacca obbligatoria”.

Tre piccoli episodi che riguardano la forma. Che sono essi stessi forma.
Che creano forme, di pensiero, di azione e di frase.
Io cerco sostanza.
Cerco qualcuno che crei sostanza e che di sostanza si nutra.[custom name="Thumbnail" value="http://www.carminuccio.it/blog/wp-content/uploads/2011/05/4857885067_62bf4611b7_b.jpg"]


2 commenti.
Tu, al contrario di queste persone, dai importanza ai sentimenti e alle passioni momentanee….alcune volte te le inventi di sana pianta per non morire soffocato dalla routine quotidiana e dalla società che ti sta stretta. Tutte cose belle che fanno un certo effetto quando si leggono, ma nella vita reale servono a poco. Sii sempre sognatore, ma un sognatore più pratico e meno vagheggiante e soprattutto evita di far sentire importante qualcuno, non è abituato alla bellezza delle tue parole, solo ed esclusivamente per la tua voglia di parlare , di raccontare e di esprimere emozioni belle che hai dentro.
Di un'impressione testata, mercoledì, 4 maggio 2011 @ 16:45. • #
Ok.
Di Uccio, mercoledì, 4 maggio 2011 @ 20:10. • #