Tremare sudando.

venerdì, 22 maggio 2009.

Ormai alterno involontariamente momenti di tristezza infinita che ti privano anche del sonno più necessario e agognato a momenti di felicità che mi fan tremare tutto, stringendo i denti, forte, come se un rumore accecante mi stritolasse.

fatte

Passo da una sensazione del tipo “Perché devo soffrire così, come un cavallo cieco, come un gobbo innamorato, come un gabbiano ferito…” a “Quant’è bello il mondo e la gente la amo con tutto me stesso… in ogni ora, in ogni momento, in ogni angolo del cielo e della terra e del mare e del sole e dei trulli!”.

Vorrei che ci fosse un tempo prefissato per piangere e che per tutto il resto del tempo ci fosse sole in quantità infinita.
Che tutto il cielo di notte si azzurrasse come il mare in un giorno di sole, come una montagna al mattino, umida, fresca e nostra.

Vorrei che tutti i mosconi che mi girano intorno cantassero anziché rosicare e se chiudo gli occhi e tremo di gioia sento il loro canto. E mi abbraccio di pace.
Poi prendo il telefono e chiamo chi non sento da tempo e rido, sorrido e gioisco anche se non mi vedono. Sentono. Percepiscono. Mi amano. A loro modo.

Poi mi viene voglia di chiamare anche chi non voglio sentire. E anche se son più contento di un nero fra i bianchi la sensazione di non voler averne a che fare mi perseguita. Ma è la sensazione appollaiata in una nera e fredda cantina, non sono io. E allora chiamo. Chiamerò presto.

Mi rimane un dubbio tremendo.
Stanotte tremerò di rabbia e rancore e tristezza per tornare domani a tremare di gioia, vitalità e iniziativa?
Che senso ha tutto questo?
E perché tremo?

tremare2

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